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Agrigento e la Valle dei Templi
Valle dei Templi di AgrigentoAgrigento è una delle città più antiche della Sicilia. Come dimostrano numerosi ritrovamenti risalenti all'età del Bronzo e del Rame, quest'area fu civilizzata già in epoca preistorica. Venne in seguito conquistata dagli abitanti di Gela che fondarono la città di Akragas. Akragas divenne uno dei più importanti centri della Sicilia greca raggiungendo il suo massimo splendore sotto il tiranno Terone. La città venne distrutta e saccheggiata dai Cartaginesi nel 406 a.C. Ricostruita nel IV sec. a.C. venne poi conquistata dai romani nel 210 a.C. che la diedero il nome di Agrigentum. Tutta questa zona era cinta da possenti mura, conservate e visibili ancora oggi.
Una parte del centro abitato è stato portato alla luce e studiato a fondo: si tratta del Quartiere ellenistico-romano; esso consiste in una serie di abitazioni risalenti al IV sec. a.C., che se pur restaurate e rimaneggiate rimasero abitate fino al V secolo d.C.
Alcune di queste abitazioni conservano al loro interno dei pregevolissimi mosaici e resti di pareti affrescate. Tra le abitazioni più interessanti citiamo la Casa della Gazzella, di Dioniso, delle Afroditi, delle svastiche e del maestro astrattista.
Vicino al quartiere ellenistico-romano si trova il Convento di San Nicola che oggi è sede del Museo Archeologico. Il museo ospita, oltre a svariate ed interessanti collezioni di reperti archeologici, due pregevoli monumenti: l'oratorio di Falaride e l'Ekklesiasterion (III sec.).
L'Ekklesiasterion è un ambiente ricavato nella roccia, probabilmente usato come sede dell'assemblea cittadina (Ekklesia). All'Ekklesiaterion si è sostituito nel I sec. l'Oratorio di Falaride. L'edificio è composto da un unico vano ed è stato ritenuto per anni una tomba romana; invece è da ritenere un luogo sacro di venerazione.
L'area sacra più importante è ovviamente la celeberrima collina dei Templi. In questa collina sono presenti una serie di templi in ottimo stato di conservazione, ammirevoli soprattutto per la maturità stilistica raggiunta dai maestri dell'epoca. Sono infatti tra le più importanti rappresentazioni di stile dorico ancora esistenti. I templi furono eretti in pietra calcarenitica autoctona, ricoperta di stucco sia per imitare le superfici marmoree che per impermeabilizzare gli ambienti.